MEDIOEVO SVELATO
STORIE DELL’EMILIA-ROMAGNA ATTRAVERSO L’ARCHEOLOGIA
mostra
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Comunicato stampa

Grazie alle scoperte archeologiche degli ultimi 40 anni, una mostra al Museo Civico Medievale ricostruisce  le composite vicende con cui Goti, Longobardi, Bizantini e i nuovi centri di potere (castelli, monasteri, edifici di culto e Comuni) hanno scritto la storia dell'intera regione dal  IV-V  secolo e gli inizi del XIV

Imola (BO), loc. Villa Clelia. Fibula a disco con teste di rapace rinvenuta in una sepoltura femminile di età gota (V secolo)MEDIOEVO SVELATO
Storie dell'Emilia-Romagna attraverso l'archeologia

Lapidario del Museo Civico Medievale
Via Manzoni
BOLOGNA

17 febbraio - 17 giugno 2018
inaugurazione venerdì 16 febbraio 2018, alle ore 18

info mostra

Bologna, antica colonia latina lungo la Via Aemilia, ospita al Museo Civico Medievale una mostra che consente un viaggio nel tempo di quasi un Millennio (dal IV-V secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e persino gastronomici tra l'Emilia longobarda e la Romagna bizantina, la prima tradizionalmente legata alla lavorazione e consumo della carne suina, l'altra nota per la cucina a base di carni ovine, in particolare del castrato.
Il racconto si dipana dalle trasformazioni delle città tardoantiche all’evoluzione degli insediamenti rurali, evidenziando il potere dei nuovi ceti dirigenti (Goti, Bizantini e Longobardi) attraverso la ritualità funeraria. Dopo un’istantanea sulle città nell’alto Medioevo, profondamente ridimensionate rispetto alla vitalità dei secoli precedenti e contrapposte al dinamismo dei nuovi empori commerciali quali ad esempio Comacchio (FE), lo sguardo si allarga alla riorganizzazione delle campagne (villaggi, castelli, borghi franchi, pievi e monasteri).
La narrazione termina ciclicamente con la rinascita delle città, studiate nella nuova fase di età comunale.
La mostra è curata da Sauro Gelichi (Professore Ordinario di Archeologia Medievale, Dipartimento Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia) e Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara).

L’esposizione offre una panoramica del territorio regionale attraverso quasi un millennio di storia: più di 300 reperti (327 ma in realtà molti di più perché ad esempio gli elementi di una cintura sono considerati un'unità, così come una coppia di orecchini, un pettine con astuccio o le perle di una collana) tracciano il quadro di una narrazione che va dalla Tardantichità (IV-V secolo) al Medioevo (inizi del Trecento). L’Emilia-Romagna fornisce una prospettiva di ricerca privilegiata per la comprensione dei fenomeni complessi che nella delicata fase di passaggio al Medioevo investono non solo gli aspetti politici, sociali ed economici ma la stessa identità culturale del mondo classico.
La mostra è articolata in sei sezioni.
La I sezione è incentrata sul tema della “Trasformazione delle città”, ossia sull’evoluzione dei centri di antica fondazione, in rapporto ai cambiamenti socio-economici e all’organizzazione delle nuove sedi del potere sia laico che ecclesiastico. In Emilia, in particolare a partire dal III secolo, si assiste a una sorta di destrutturazione residenziale, a una riduzione del perimetro urbano e a un potenziamento delle opere difensive. Al contrario, in Romagna, l’attività edilizia è particolarmente fiorente proprio nel V-VI secolo, in concomitanza con le vicende che condussero Ravenna ad assurgere al ruolo di capitale dell’Impero d’Occidente. Significativi in questo racconto appaiono alcuni oggetti-simbolo: i tesori, riserve di valore accantonate dai proprietari nella disattesa speranza di recupero (oreficerie, vasellame in metalli di pregio e oggetti liturgici) da Reggio Emilia, Cesena, Rimini e Classe e reperti databili entro il VI secolo da Parma e da Ravenna.
La II sezione, imperniata sulla “Fine delle ville” prende in esame l’insediamento rurale di tipo sparso, già tipico delle villae e delle fattorie di età imperiale fino al VI-VII secolo; per quanto fortemente ridimensionato, tale modello mostra in alcuni settori dell’Emilia (Baggiovara-MO e altri siti del Bolognese) una sostanziale tenuta, se non una ripresa in età tardo antica, attraverso il fenomeno del recupero degli spazi secondo esigenze di carattere funerario e produttivo, che sottendono l’articolazione del quadro socio-economico dell’epoca, strettamente interrelato all’inserimento e/o all’integrazione di comunità alloctone (come i Goti e i Longobardi) nelle proprietà rurali. Al contrario, in Romagna sono stati individuati complessi residenziali da porre in relazione con una committenza elitaria, riconoscibile nella corte imperiale romana e gota (Russi-RA e Galeata-FC): tali abitazioni di pregio evidenziano il ruolo dei nuovi ceti dirigenti, anticipando le trasformazioni che condurranno ai grandi cambiamenti dell’alto Medioevo.
I grandi mutamenti e, in particolare, l’ideologia funeraria di VI-VII secolo caratterizzano la III sezioneNuove genti, nuove culture, nuovi paesaggi”: in tale periodo l’Emilia-Romagna consente di rilevare la sostanziale continuità tra età romana e gota (Parma, Imola - ricco corredo da Villa Clelia, Bentivoglio-BO) e la forte differenziazione tra territori soggetti ai Longobardi (Emilia) e ai Bizantini (Romagna, qui rappresentata da Faenza e da Rimini). In particolare i rituali di morte dei Longobardi appaiono strettamente connessi con i modi di trasmissione del potere nella società dei vivi: gli elementi di corredo sembrano scelti di volta in volta per ostentare prestigio sociale negoziato localmente da parte di quelle popolazioni che nel corso del VI e VII secolo acquisiscono una supremazia politica all’interno del territorio dell’impero. Tra i reperti, selezionati prevalentemente nei territori di Parma e Piacenza, emergono - per la chiara presenza di simboli identificativi di rango - gli straordinari corredi individuati nel sepolcreto longobardo di Spilamberto (MO).

Spilamberto (MO) - Corno potorio in vetro di età longobarda
Spilamberto (MO) - Corno potorio in vetro di età longobarda (VII secolo)

Allo sfarzo di alcuni manufatti afferenti alle sepolture fanno riscontro i pochi materiali recuperati nei contesti urbani regionali (Parma, Fidenza-PR, Rimini e Ravenna) della IV sezioneCittà ed empori nell’alto Medioevo”. All’opposto, nell’VIII secolo spicca per vitalità e capacità economica l’emporio commerciale di Comacchio (FE), importante centro lagunare aperto, in cui l’acqua gioca il ruolo fondamentale di via di comunicazione, trasporto e smistamento delle merci. Gli scavi e le ricerche archeologiche degli ultimi anni hanno recuperato reperti decisamente eccezionali, qui esposti, come una matrice per lettere in bronzo e un’altra per cammei vitrei bicolore.

Parma, bicchieri in legno (X-XI secolo)
Bicchieri in legno (X-XI secolo) recuperati in buche utilizzate per lo smaltimento dei rifiuti. Parma, scavi in piazza Garibaldi, Cassa di Risparmio

Con la V sezioneVillaggi, castelli, chiese e monasteri: la riorganizzazione del tessuto insediativo” vengono evidenziate le nuove forme d’insediamento tra l'VIII e il XIII secolo: castelli (Canossa, RE), villaggi di pianura (Fraore, PR), talvolta fortificati (S. Agata Bolognese), borghi franchi (Castelfranco Emilia, MO), chiese rurali perfettamente integrate nella rete itineraria (Pieve di S. Vitale-Carpiteti, RE - Pieve di Casola Valsenio, RA), e il ruolo dei monasteri (Bobbio, PC e Nonantola, MO) incaricati del perpetuarsi della memoria dei defunti e della trasmissione della cultura. 
Il racconto termina ciclicamente -grazie alla VI sezioneDopo il Mille: la rinascita delle città”- con il ritorno al tema dell’evoluzione dei centri urbani, fotografati nella nuova fase di età comunale: Ferrara (di cui sono esposti oggetti di straordinario valore perché conservati nonostante la deperibilità del materiale, il legno), Rimini e Ravenna, caratterizzate da rinnovato dinamismo, e Bologna, rappresentata dalla più antica croce viaria lapidea (anno 1143) recuperata nel 2013 sotto il portico della chiesa di S. Maria Maggiore (via Galliera).
Le storie dell’Emilia-Romagna si concludono a Bologna con altri eccezionali rinvenimenti dall’ex Sala Borsa e dalla chiesa di S. Giacomo Maggiore, edificio alla sommità del quale sono stati recuperati dalla collocazione originaria i bacini (piatti) in maiolica databili agli inizi del XIV secolo. Oltre alla testimonianza di una vocazione decorativa specificamente programmata e realizzata a Bologna, in uno di questi contenitori emerge la figura emblematica del ritratto di frate Simone, identificabile molto probabilmente con l’omonimo sindaco del convento di S. Giacomo.

ologna. Piatto in maiolica dalla facciata della chiesa di S. Giacomo Maggiore
Bologna, bacino (piatto) in maiolica recuperato dalla facciata della chiesa di S. Giacomo Maggiore, con raffigurazione di Frater Simon, identificabile molto probabilmente con l’omonimo sindaco del convento (inizi del XIV secolo). Deposito SABAP-BO

La mostra è curata da Sauro Gelichi  (Professore Ordinario di Archeologia Medievale, Dipartimento Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia) e Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara); coordinamento Cinzia Cavallari, archeologa SABAP-BO. L'esposizione sarà accompagnata da un catalogo scientifico (curato da Sauro Gelichi, Massimo Medica e Cinzia Cavallari)

L'esposizione fa parte di "MMCC 2200 anni lungo la Via Emilia", kermesse promossa per festeggiare i 2.200 anni di tre città romane, Mutina (Modena) e Parma, divenute colonie nel 183 a. C., e Regium Lepidi (Reggio Emilia), istituita come forum negli stessi anni, lungo la via Emilia. 
Organizzata dal Comune di Modena con l'adesione dei Comuni di Castelfranco Emilia, Parma, Reggio Emilia e Bologna.

Medioevo svelato, che allarga il raggio di azione del progetto complessivo a tutta l'Emilia-Romagna, offre una particolare promozione per il pubblico legata alla Card Musei Metropolitani Bologna: grazie a una convenzione tra i Comuni di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia, i possessori della Card avranno diritto all'ingresso con biglietto ridotto alle mostre Mutina splendidissima (Modena, Foro Boario, 25 novembre 2017 - 8 aprile 2018) e On the road. Via Emilia 187 a.C. - 2017 (Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, 25 novembre 2017 - 1 luglio 2018). Reciprocamente, i possessori di biglietto delle due esposizioni di Modena e Reggio Emilia avranno diritto alla riduzione sul titolo d'ingresso per la mostra al Museo Civico Medievale di Bologna.
Nel caso di Parma, l'accordo prevede un impegno congiunto per la comunicazione del nuovo Spazio “Aemilia 187 a.C.”, che sarà inaugurato a dicembre 2017 nel sottopasso Ponte Romano e resterà accessibile gratuitamente. A tutti coloro che presenteranno un biglietto di ingresso per il Museo Archeologico Nazionale di Parma sarà inoltre riconosciuta la tariffa ridotta per visitare la mostra Medioevo svelato.
La partnership attivata al di fuori dall'area metropolitana di Bologna permette di rendere effettiva, anche grazie alla comunicazione e informazione congiunta di tutte le iniziative del progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, l'idea di rete culturale e di museo diffuso sul territorio che è alla base della Card Musei Metropolitani, abbonamento annuale che consente l'accesso illimitato alle collezioni permanenti e offre riduzioni per le mostre temporanee dei musei aderenti al circuito.

Valva di matrice lapidea per lettera “N” (VIII secolo). Comacchio (FE)
Valva di matrice lapidea per lettera “N” (VIII secolo). Comacchio (FE)


Info mostra

Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia

A cura di Sauro Gelichi e Luigi Malnati

Promossa da Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d'Arte Antica, in collaborazione con Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza, Complesso Monumentale della Pilotta e Polo Museale dell'Emilia-Romagna

Periodo: 17 febbraio – 17 giugno 2018
inaugurazione venerdì 16 febbraio 2018 h 18.00

Sede: Museo Civico Medievale
via Manzoni 4
40121 Bologna

Orari di apertura: dal martedì al venerdì h 9.00 – 18.30  /  sabato, domenica e festivi h 10.00 – 18.30  /  chiuso lunedì feriali, 1° maggio

Ingresso: intero € 5  -   ridotto € 3  - gratuito Card Musei Metropolitani Bologna e la prima domenica del mese

Informazioni:
Museo Civico Medievale
via Manzoni 4 | 40121 Bologna
tel. +39 051 2193916 / 2193930
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d'Arte Antica
Twitter: @MuseiCiviciBolo

Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei: Elisa Maria Cerra - Silvia Tonelli
tel. +39 051 6496653 / 6496620
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silvia.tonelli@comune.bologna.it

Ufficio Stampa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara: Carla Conti (Ordine giornalisti 83183)
tel. +39 051 220675 (interno 0 123)
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