Le necropoli di Verucchio: dagli scavi al museo, dalla ricerca alla divulgazione

Home - Scavi/Valorizzazione - Verucchio, 23 marzo 2011

Testo di Patrizia von Eles, Archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e Direttore scientifico degli scavi e del Museo Civico Archeologico di Verucchio (RN)

Relazione per cartella stampa relativa al convegno internazionale "Immagini di uomini e donne dalle necropoli villanoviane di Verucchio” si svolge dal 20 al 22 aprile 2011 nel Teatro Comunale di Verucchio (RN), con un’appendice al Museo Civico Archeologico

Verucchio nella Protostoria
Impronta in negativo di trono ligneo con vaso bronzeo appoggiato, dalla tomba 73/2008 – Necropoli LippiVerucchio è un piccolo comune di circa 8mila abitanti situato su un’altura rocciosa a pochi chilometri dalla costa riminese.
Una posizione geograficamente molto favorevole, che in passato ha certamente avuto un significato importante per la posizione di controllo sul corso del Marecchia e sull’itinerario che, attraverso il passo di Viamaggio, metteva in comunicazione la Romagna con l’Etruria interna. Certamente significativa era anche la prossimità al mare, non solo per l’utilizzazione delle risorse, peraltro documentata da reperti nelle tombe, quanto per il ruolo svolto da Verucchio nel quadro delle relazioni che, utilizzando i percorsi marittimi adriatici, mettevano in contatto l’Egeo, la penisola italiana e l’Europa del Nord. Dal Mar Baltico arrivava l’ambra, dall’Europa centrale anche metalli allora preziosi, quale ad esempio lo stagno.
Il territorio di Verucchio è variamente differenziato tra pianura costiera, collina e valli fluviali: questa varietà ha contribuito in modi articolati all’economia del centro villanoviano.
Sono state rinvenute, distribuite in quattro distinti sepolcreti tutti localizzati sulle pendici del colle, circa 600 sepolture, comprese nell’arco di tempo tra il IX e il VII secolo a.C.
Il numero limitato delle tombe, le loro caratteristiche strutturali e gli elementi indicatori di rango, potere e ricchezza, permettono di ipotizzare che questi sepolcreti fossero riservati solo alle famiglie gentilizie. Non abbiamo invece nessuna informazione sulle tombe, ammesso che esistessero, della gente comune

I Progetti
Da circa 15 anni la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e le Istituzioni Regionali e locali condividono progetti sulle necropoli villanoviane di Verucchio.
Dopo l’apertura del Museo (segnalato nell’anno 2000 tra i dieci migliori musei d’Europa) e la catalogazione di migliaia di reperti provenienti dai vecchi scavi condotti tra il 1969 e il 1972, nel 2005 è ripresa l’esplorazione della Necropoli Lippi. L’obiettivo era condurre lo scavo con le più moderne tecniche d’indagine, nella speranza che il nuovo approccio metodologico potesse fornire risposte ai tanti interrogativi che circondano quella che è una delle più importanti realtà dell’età del ferro in Italia. Agli scavi hanno partecipato anche decine di giovani archeologi provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti. I lavori sono stati anche trasmessi in diretta via web grazie a una serie di telecamere fisse o posizionate sul casco degli archeologi.
Il Comune di Verucchio sta ora progettando la realizzazione di un Parco Archeologico sull’area della più estesa tra le quattro necropoli al momento conosciute. Il progetto è stato approvato dal Ministero per i beni e le Attività Culturali e sarà finanziato da ARCUS SpA (società per lo sviluppo dell’arte, cultura e spettacolo)

Gli scavi archeologici
Gli scavi hanno restituito migliaia di reperti preziosi in bronzo, ambra, ferro, legno e vimini.
Più importanti ancora degli oggetti fisicamente recuperati, sono però i dati che le nuove metodologie di scavo e documentazione hanno permesso di “vedere” anche se fisicamente inesistenti. Una delle novità più significative è la presenza di troni in legno a dimensione naturale su cui erano spesso poggiati vasi utilizzati durante la cerimonia funebre. L’argilla presente nel terreno ha conservato l’impronta delle fibre lignee dei troni.
Al momento dello scavo risultava perfettamente leggibile anche l’impronta dei tessuti che rivestivano i grandi vasi che contenevano le sepolture, o gli oggetti che con molta cura e con riti complessi erano stati deposti nelle tombe.


Vasellame bronzeo e cassetta con materiali metallici frammentati e combusti dalla tomba 12/2005 – Necropoli Lippi

La ricerca archeologica è, nel senso migliore, parte della moderna società dell’informazione.
Per l’archeologo gli oggetti sono altrettanto importanti delle informazioni che raccoglie e che permettono di ricostruire un pezzo di storia. Informazioni che attingono a varie discipline che è importante far lavorare insieme.
La sepoltura era uno strumento di comunicazione, un vero e proprio linguaggio con cui nel mondo antico venivano trasmessi messaggi diretti alla società contemporanea.
I signori, uomini e donne, che dominavano Verucchio tra il IX e il VII secolo a. C. consolidavano il proprio potere e fornivano una precisa immagine di sé attraverso i riti funebri e i corredi deposti nelle tombe. Gli oggetti non erano scelti a caso ma accuratamente selezionati e disposti secondo regole precise. Nello studio delle necropoli gli archeologi cercano di ricostruire queste immagini e decodificare il linguaggio simbolico.
Ricostruzione grafica di un ossuario femminile vestito,  Verucchio (VIII sec. a.C.)E’ stato accertato che l’urna cineraria rappresentava simbolicamente il defunto e veniva pertanto rivestita con abiti ricamati, addobbati con gioielli. Nelle sepolture maschili, l’urna era corredata da armi, in quelle femminili da utensili per la tessitura: sia le armi che gli utensili sono spesso riproduzioni in materiali pregiati o forme non realmente utilizzabili, come ad esempio gli elmi di lamina sottilissima e con cresta alta fino a 70 centimetri o le conocchie in ambra. Lo studio di quanto è stato bruciato sul rogo restituisce invece ciò che il defunto realmente rappresentava al momento della morte. Un caso molto particolare è rappresentato dalla deposizione contemporanea o molto vicina nel tempo di due bambini la cui immagine è ricostruita con armatura da futuri guerrieri; entrambi non avevano armi tra gli oggetti che realmente appartenevano loro e sono stati bruciati, segno che sono morti prima di assumere quello che sarebbe stato il ruolo a loro destinato dalle ragioni ereditarie.
Anche delle bambine viene ricostruita un’immagine simbolica che anticipa quale sarebbe stato il loro ruolo da adulte, sia nell’abito che nella dotazione di strumenti.

I signori di Verucchio già alla fine dell’età del bronzo individuarono nel colle di Verucchio il luogo migliore per controllare insieme la costa Adriatica e una delle principali direttrici di traffico verso l’Etruria tirrenica, la Valle del Marecchia. Una scelta che fece di Verucchio (di cui Rimini era allora probabilmente il porto) uno dei centri più importanti per i traffici con l’Europa da cui arrivavano metalli ma soprattutto l’ambra magica e preziosa.
Ma Verucchio non si limitò ad essere un centro di scambi: gli scavi ci dimostrano come si svilupparono sul posto botteghe di artigiani in grado di lavorare con tecniche molto raffinate e complesse.
Fibula in ambra (Tomba 40 bis, 2006)È facile cogliere l’eccezionale bellezza di molti oggetti, non meno affascinante è cogliere l’incredibile abilità degli artigiani. Gli artigiani danno prova spesso di grandi capacità innovative. Ne sono esempi le grandi fibule per le quali finora non esistono confronti, a cui devono aver lavorato insieme specialisti della lavorazione dell’ambra e del bronzo. Per un pezzo di dimensioni cosi grandi il problema insormontabile del peso è stato risolto con una assoluta innovazione tecnica: l’interno è stato lasciato vuoto, poggiando gli elementi ornamentali su un sostengo in materiale organico (probabilmente cera d’api); la trasparenza dell’ambra viene sfruttata per applicare al rovescio delle lastrine d’ambra una decorazione dipinta.
Il convegno e l’esposizione dei reperti restaurati da una delle tombe scavate recentemente si propongono di rendere evidenti entrambi questi aspetti

Il Convegno e l’esposizione dei reperti restaurati dalla tomba 12/2005
Verucchio è forse oggi uno dei siti archeologici italiani dell’età del ferro di cui abbiamo maggiori informazioni.
Saranno necessari tempi lunghi, risorse e pazienza per portare a compimento il restauro e lo studio di tutto che ciò che il terreno ci ha restituito, ma l’importanza europea di queste necropoli ha indotto il Comune di Verucchio e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna a organizzare un incontro internazionale per mettere a confronto studiosi archeologi, botanici, chimici, antropologi e specialisti della metallurgia antica.
L’obbiettivo è duplice: da un lato rendere noti i risultati fin qui raggiunti, dall’altro mettere a confronto i metodi adottati per verificare l’opportunità di modificare le strategie di ricerca.
In questo, il Museo di Verucchio continua a perseguire i principi che sono stati posti alla base della sua attività. Un museo deve far conoscere ciò che conserva, ma per far conoscere deve fare ricerca: senza ricerca non c’è nulla di nuovo da raccontare e non c’è storia.
Mai come oggi nel nostro paese è necessario coltivare questa consapevolezza.

Il Convegno è dedicato alla Memoria di Renato Peroni, Professore di Protostoria Europea all’Università di Roma la Sapienza, scomparso un anno fa. Uno dei padri della preistoria italiana, uno scienziato unito a Verucchio da un forte legame.
Presentando una mostra a Verucchio, nel 2007, concluse dicendo: “Cinquant'anni fa, ancora giovanotto piuttosto invasato per questi studi, non avrei potuto lontanamente immaginare che l'archeologia sarebbe un giorno pervenuta ad indagare così a fondo le radici più remote della nostra civiltà, e tanto meno che sarebbe stata in grado di farlo non nel chiuso di serragli accademici, ma alla luce del sole e in campo aperto, mettendo in gioco i propri risultati agli occhi di un pubblico interessato e capace di apprezzarli e di discuterli.”
Il Museo di Verucchio, il Comune e la Soprintendenza confidano che se fosse ancora con noi potrebbe oggi vedere nuovamente confermate le sue parole. Con questo convegno intendono proseguire nella strada da lui indicata, convinti che rigore scientifico e divulgazione non siano elementi contrapposti ma due aspetti complementari del fare storia e cultura.

Promosso da: Comune e Museo Civico Archeologico di Verucchio, Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna e Provincia di Rimini
Città: Verucchio
Provincia: Rimini
Regione: Emilia-Romagna
Informazioni: Elena Rodriguez, (Museo Verucchio)
Telefono: 0541 670280
Museo Civico Verucchio:

museoverucchio@yahoo.it

Direttore di scavo: Patrizia von Eles, archeologa

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