FESTIVAL DI TEATRO ANTICO (XII EDIZIONE)
quattro serate di teatro antico nel foro della città romana di Veleia
25 giugno, 2, 9 e 16 luglio 2010
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Il foro romano di Veleia, sede degli spettacoli teatraliVeleia
Festival del teatro antico 2010
L'importante kermesse teatrale nella splendida cornice di Veleia propone anche quest'anno, come tradizione, firme illustri: Iaia Forte, Lella Costa, Tommaso Ragno e Giorgio Albertazzi

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Portare il teatro nei luoghi della Storia, utilizzando la suggestione della scenografia naturale nell'assoluto rispetto dei siti archeologici e dei loro monumenti. Con questo spirito assistiamo anche quest'estate al matrimonio tra archeologia e teatro. Quattro rappresentazioni classiche e non, quattro occasioni da non perdere nella cornice del foro del municipium romano di Veleia, lo stesso luogo dove si  svolgevano anche duemila anni fa. Nel riproporre l'antica consuetudine nella piazza che Lucio Lucilio Prisco, uno dei due massimi magistrati locali, pavimentò con lastre d'arenaria ai tempi d'Augusto, tra monumenti onorari e resti di vetuste architetture, noi vogliamo che la città non sia solo un suggestivo fondale, ma si animi e riviva per quel miracolo che ogni genere drammatico ha da sempre il potere dì compiere.
Continuando una tradizione ormai consolidata, torna a Veleia il teatro che consente di rivivere l'antica consuetudine degli spettacoli pubblici. Cittadini e attori sono immersi in uno scenario fuori dal tempo dove la bellezza della natura si sposa con il fascino dell'antica città romana. Tutti gli spettacoli si svolgono nel foro di Veleia, in località Rustigazzo di Lugagnano Val d'Arda (PC), con inizio alle ore 21.30

Venerdì 25 giugno 2010, ore 21.30
Lella Costa in
"Ragazze nelle lande scoperchiate del fuori"

Una strepitosa Lella Costa apre il festival con il suo ultimo, irresistibile monologo comico, raccontandoci in modo originalissimo il mito di Orfeo ed Euridice a partire dalle riscritture di autori come Rilke, Cvetaeva e soprattutto Calvino che ci consegna una Euridice "altra" ostinata a voler abbandonare la sicurezza di una casa per avventurarsi ne "le lande desolate del fuori". «Vorrei provare a raccontare questo partire e mettersi in gioco, "l'arme e gli amori", l'autoironia, il magonismo terminale, la sorellanza di Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte - le "ragazze senza pari" che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche».

Venerdì 2 luglio 2010, ore 21.30
Iaia Forte e Tommaso Ragno in
"Enea e Didone"

L'antico foro di Veleia ospita una serata magica all'insegna dell'amore al tempo dei latini. Tra i baci e gli stupri, le relazioni dovute e quelle proibite, il sesso a pagamento e i riti matrimoniali e di fecondità, Eva Cantarella accompagnerà gli spettatori alla scoperta dell'amore e della sessualità a Roma, introducendo una delle più intense storie d'amore dell'età romana: quella tra Enea e Didone. L'innamoramento fatale tra l'eroe troiano e la bellissima e infelice regina di Cartagine sarà riportato in vita, tra parole e musica, da Iaia Forte e Tommaso Ragno, meravigliosi interpreti di una lingua poetica ed evocativa che appartiene ancora profondamente a quel paese che "i Greci chiamano Esperia, che gli eroi Enotri abitarono e che i suoi discendenti hanno chiamata Italia", terra della bellezza e del mito (Introduce la serata Eva Cantarella con la presentazione del libro "Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell'antica Roma").

Venerdì 9 luglio 2010, ore 21.30
Giorgio Albertazzi in
"Non ancora e non più"
Ispirato a "La morte di Virgilio" di Broch"

I versi di uno dei testi più belli della tradizione occidentale, uno dei simboli della nostra cultura: l'Eneide di Virgilio. Cantati da Giorgio Albertazzi - voce che dà i panni ai più grandi poeti. Dopo l'Imperatore Adriano, Albertazzi torna nella suggestiva Veleia dedicando il suo reading ad Enea e lo fa nella disperazione stessa dell'autore, Virgilio, che, in punto di morte, si rifiuta di lasciare al mondo il suo più grande capolavoro. La straordinaria intuizione di Broch è quella di cogliere Virgilio in un estremo dialogo con il potere: l'Imperatore Augusto, che insiste perché il poeta consegni l'opera, costringendo entrambi ad un'intensa riflessione su come ogni passaggio d'epoca sia contemporaneamente inizio e fine. E, forse, anche questi nostri anni lo sono, sospesi fra un non più e un non ancora.

Venerdì 16 luglio 2010, ore 21.30
Compagna teatro dell'Argine in
"I cavalieri - Aristofane cabaret"

Mario Perrotta, indimenticato affabulatore nei pluripremiati Italiani Cincali e La Turnata, propone in anteprima nazionale a Veleia il suo ultimo lavoro tratto da Aristofane, portando in scena l'aspetto onirico e l'osceno, il surreale e il triviale del primo grande autore comico dell'antichità.
L'occidente dei nostri giorni somiglia molto alla Grecia dipinta da Aristofane nelle commedie arrivate sino a noi.
Un malessere diffuso che dilaga a tutti i livelli sociali e si scaglia contro chiunque: magistrati, politici, guerrafondai, filosofi, avvocati, gente del popolo con la testa china al potere, e si trasforma -nelle splendide utopie dell'autore- in un desiderio di evasione, di fuga verticale verso un mondo altro, dove la pace e la concordia regnino sovrane.

Dopo-teatro enogastronomico
Al termine di ogni spettacolo, buffet con degustazione di vini della Val Chiavenna e salumi gentilmente offerti dal Salumificio La Rocca di Castell’Arquato

I servizi di prenotazione e prevendita sono attivi dal 10 giugno 2010
Prevendita biglietti
Presso lo sportello di Cariparma via Poggiali 18 - Piacenza - da lunedì a venerdì dalle 8.25 alle 13.30 e dalle 14.45 alle 16.00
Info e Prenotazioni
Associazione Cavaliere Azzurro -  Tel. 0523 76.92.92 331. 95 59 753  -  info@veleiateatro.com   -  www.veleiateatro.com
Ufficio urp Comune di Lugagnano
0523 891232/ 891208
Costo biglietti
1° fila 20 euro; 2° fila 15 euro; tutte le altre file 8 euro
Riduzione 20% per under 18 e over 65

A Veleia gli spettacoli si rappresentavano nel foro. Uno spaccato della vita pubblica veleiate è offerto dalla stele del Venator: in marmo lunense, con iscrizione dedicatoria sul retro e figura di gladiatore che affronta le fiere sul davanti, il monumento ricorda gli spettacoli gladiatori che si tenevano a Veleia in età imperiale. In mancanza di un edificio idoneo (il cosiddetto “anfiteatro” è frutto di una ricostruzione interpretativa moderna) i giochi si tenevano forse nel foro stesso, luogo in cui la stele fu rinvenuta nel 1760.

L(ucio) Sulpicio
L(ucii) filio Gal(eria) Nepoti
Flam(ini) divi Hadriani
Augustae
Iudic(i) ex (quinque) dec(uriis)
(duo)vir(o) Aug(ustae)
(duo)viro Plac(entiae)
Euthales lib(ertus)
Patrono r(ei) p(ublicae)
D(ecurionum) d(ecreto)

A Lucio Sulpicio
Nepote, figlio di Lucio, della tribù Galeria,
flamine del divo Adriano
a (Veleia) Augusta,
giudice per cinque decurie,
duoviro a (Veleia) Augusta,
duoviro a Piacenza,
il liberto Euthales
al patrono della comunità
con decreto dei Decurioni

Oggetto della dedica, rivolta a un eminente personaggio locale, Lucio Sulpicio Nepote, da un suo liberto gladiatore, Euthales, è il monumento stesso su cui la figura del venator, rappresentato sul podio armato di asta da caccia (venabulum) e frusta (flagellum), allude agli spettacoli di caccia alle fiere (venationes), cui partecipò e che, col permesso del senato locale, organizzò lo stesso Euthales.
Il personaggio veste una corta tunica su cui indossa una placca di cuoio protettiva (cardiophylax) e una cintura (balteus), decorate con motivi apotropaici; le gambe sono protette da bende di stoffa e cuoio, mentre i piedi, calzati, hanno le dita libere.

Un esempio della decorazione musiva che ornava i pavimenti degli edifici, non solo pubblici, ma anche privati, è il mosaico policromo con maschera teatrale, proveniente dall’estremo quartiere abitativo occidentale. Del pavimento musivo in opus signinum (cocciopesto), di età augustea, rimane soltanto l’emblema (la parte centrale) che presenta, all’interno di una cornice geometrica articolata su più fasce, una maschera femminile, motivo con valenze apotropaiche comune tra i mosaici di età romana.

Mosaico policromo con maschera teatrale, pertinente ad una casa privata di Veleia

Promosso da:

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza, Comune di Lugagnano Val D'Arda

Città: Lugagnano Val D'Arda
Luogo: Foro della città romana di Veleia
Indirizzo: località Rustigazzo
Provincia: Piacenza
Regione: Emilia-Romagna

Editing di Carla Conti