IL TEMPO SVELATO...
Da Felsina a Bononia: lo scavo di Via D'Azeglio
mostra
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La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, l'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, il Comune di San Giovanni in Persiceto e il Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto promuovono questa mostra dedicata ai materiali archeologici rinvenuti nello scavo urbano effettuato negli anni 2006-2009 a Bologna, tra le vie D'Azeglio e Tagliapietre, in concomitanza con la realizzazione di un parcheggio multipiano.
I reperti vengono proposti al pubblico all’interno della sconsacrata chiesa dedicata a Sant’Apollinare, pieve romanica di XIV-XV secolo situata nel cuore del centro storico di San Giovanni in Persiceto. Questa suggestiva opera architettonica fa da sfondo ideale ad un percorso espositivo che accompagna il visitatore in un vero e proprio “cammino” a ritroso nel tempo, partendo dall’età medievale, inoltrandosi nell’epoca romana, fino a raggiungere la prima età del Ferro con i ritrovamenti etruschi e di fase villanoviana orientalizzante.
I risultati presentati nella mostra sono frutto della collaborazione tra studiosi di varie discipline e forniscono un quadro complesso della frequentazione di una parte di territorio ancora oggi densamente urbanizzato, oltre ad approfondimenti interessanti non solo dal punto di vista archeologico ma anche sotto il profilo ambientale e faunistico.

"Il tempo svelato... da Felsina a Bononia: lo scavo di via D'Azeglio"

da sabato 19 giugno a domenica 31 ottobre 2010

Chiesa di Sant'Apollinare
Via Sant'Apollinare n. 4
San Giovanni in Persiceto (BO)
aperta sabato 17.00-19.30 e domenica 10.00-12.30 e 17.00-19.30

ingresso gratuito

Aperture straordinarie e serali in occasione della Fiera (19-27 giugno 2010)
Possibilità di visite guidate a gruppi e scolaresche su prenotazione
Per informazioni e prenotazioni:
Segreteria del Museo Archeologico Ambientale
tel. 0516871757 fax 051823305
e-mail: maa@caa.it
www.museoarcheologicoambientale.it

Condotta idrica di età romanaLo scavo di via D'Azeglio è un vero e proprio stargate su Bologna etrusca e preromana, oltre che il racconto di più di 2000 anni di storia, quella che va dall’VIII-VII sec. a.C. al rinascimento. In questo lunghissimo arco di tempo quest'area di Bologna appare sempre popolata e, in alcuni periodi, probabilmente sede di importanti attività religiose e produttive.
Pur danneggiate da escavazioni di età moderna effettuate per realizzare diversi sottoservizi (luce, acqua, gas, telefono, etc), le indagini archeologiche hanno dato esiti straordinari: non tanto per i materiali recuperati, alcuni certamente di grande pregio ma nessuno unico, quanto per la mole di informazioni che sono state in grado di fornire sulla storia di questo settore della città.
L’intervento di scavo è stato realizzato nel settore meridionale del centro storico della città di Bologna, immediatamente all’interno degli odierni viali di circonvallazione che ricalcano grosso modo l’ultima cinta muraria dell’impianto urbano.
Le indagini hanno messo in evidenza una importante sequenza insediativa che, senza soluzione di continuità, va a coprire un ampio arco cronologico riconducibile a ben definiti periodi storici compresi tra il villanoviano e l’età rinascimentale.
L’analisi dei dati di scavo, in correlazione con quanto già conosciuto attraverso i vecchi rinvenimenti, mostra un quadro dello sviluppo dell’insediamento antico dell’area che si caratterizza in maniera specifica a seconda delle epoche storiche di riferimento. I precedenti riscontri archeologici documentavano già una consistente frequentazione, soprattutto per il periodo villanoviano, etrusco e celtico, mentre per le fasi di età romana e successive il territorio risultava connotato da un insediamento suburbano strettamente correlato al centro abitato di Bononia prima e alla città medievale/rinascimentale poi.
L’aver potuto procedere ad un’indagine archeologica stratigrafica estensiva in un settore nodale per la conoscenza dello stanziamento umano locale nel corso del tempo, in particolare per l’età villanoviana-etrusca e celtica, ha permesso di approfondire e sviluppare alcuni aspetti ritenuti problematici in passato, e ha fornito un quadro più organico e articolato dello sviluppo insediativo del territorio.
La mostra espone un'ampia selezione dei materiali rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche. Vaghi, verghette, vasi biconici, ossa lavorate, tazze, boccali, bicchieri, ciotole, lucerne, monete, rocchetti, fusaiole e pesi da telaio, un lacerto di mosaico in tessere bianco e nere oltre a tegole, mattoni e anelli di pozzo. Di grande impatto visivo una matassa in ‘filo’ in bronzo attorcigliato a cerchio, mattonelle di alare decorate a stampiglie, protomi di alare decorate a stampiglie e soprattutto una piccola gemma su cui è incisa la scritta “ROMA".
La fisionomia urbanistica che si evidenzia dallo scavo di via d’Azeglio tra la fine del VII e gli inizi del IV secolo a.C. sembra indicare per tale ambito una collocazione tra i settori più popolati del centro abitato e non marginale rispetto ad esso, connotato da un carattere prevalentemente insediativo con una dislocazione spaziale delle strutture rilevate, che suggeriscono un’attenta programmazione e pianificazione di questo comparto territoriale. Meno significativa per la minore densità di strutture riscontrata, ma altrettanto importante per lo sviluppo insediativo dell’area, risulta la frequentazione riconosciuta per il periodo celtico; anche per questo momento storico sembra percepirsi un’attività edilizia che presuppone una certa sistemazione degli spazi occupati, anche se più rarefatta e disorganica.
Diversa connotazione assume invece il territorio oggetto di indagine nella fase di passaggio all’età della colonizzazione e nelle epoche successive. In età romana, infatti, l’area si colloca in prossimità del perimetro cittadino, in un ambito territoriale riconosciuto come il suburbio meridionale della colonia, connotato da un tessuto insediativo rarefatto e dai caratteri per il momento piuttosto sfumati; l’alternarsi di edifici abitativi a possibili impianti di carattere produttivo, intercalati forse da ampi spazi liberi, come sembrano indicare le analisi polliniche effettuate, ora si associa alla presenza di strutture di natura pubblica, a carattere utilitario e religioso; il dato emerso dalle verifiche attuate induce a considerare che anche questo comparto extraurbano fosse interessato da una pianificazione urbanistica, se non di tutto il suburbio, almeno di alcuni settori quali quelli posizionati in linea con gli isolati principali dell’impianto cittadino. Se per l’età tardo antica e altomedievale le attestazioni di una frequentazione stabile del territorio non risultano particolarmente significative, anzi i dati recuperati nel corso delle indagini sembrano testimoniare un precoce abbandono di questo settore territoriale, a partire dal XII secolo si verifica una lenta ripresa dell’occupazione di tipo insediativo; la riorganizzazione di questa particolare area sembra essere legata alla realizzazione del nuovo sistema difensivo che dovette essere messo in opera nel corso di un lungo arco di tempo e alla fondazione del monastero di S. Procolo.
La stratigrafia riconosciuta nello scavo di via D’Azeglio permette pertanto di fornire nuovi elementi di conoscenza sull’assetto topografico della zona e aggiungere nuovi spunti per approfondire la ricerca scientifica di tutte le componenti che contraddistinguono l’insediamento umano nel corso del tempo e l’ambiente che lo circonda.


Bologna, Via D'Azeglio angolo Via Tagliapietre - Veduta dell'area di scavo

 

Inaugurazione della mostra archeologica
Sabato 19 giugno ore 11,00

Presentazione della mostra presso il cortile del Palazzo Comunale di San Giovanni in Persiceto (Bo), a seguire visita guidata presso la chiesa di Sant’Apollinare

Con interventi di

Luigi Malnati, Soprintendente Archeologo dell’Emilia-Romagna
Fiamma Lenzi, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna
Renato Mazzuca, Sindaco del Comune di San Giovanni in Persiceto
Wolfango Horn, Presidente dell’Istituzione per i Servizi Culturali “C. Zavattini”
Silvia Marvelli, Direttore del Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto

 

Promosso da:

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Comune di San Giovanni in Persiceto (BO) e Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto in collaborazione con Associazione Centro Agricoltura e Ambiente e La Fenice Archeologia e Restauro s.r.l. e con il contributo di UniCreditBanca e Bologna Park s.r.l.

Quando: da sabato 19 giugno a domenica 31 ottobre 2010
Orari: Sabato 17-19
Domenica 10-12.30 e 17-19.30
Costo biglietto:

gratuito

Città: San Giovanni in Persiceto
Luogo: Chiesa di Sant'Apollinare
Indirizzo: Via Sant'Apollinare n. 4
Provincia: Bologna
Regione: Emilia-Romagna
Segreteria: Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto
tel 051.6871757 - fax 051.823305
maa@caa.it www.museoarcheologicoambientale.it