L'ISOLA DEL VESCOVO
Gli scavi archeologici intorno alla Cattedrale di Comacchio. 2006-2008
mostra
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Una mostra dedicata agli scavi compiuti dal 2006 intorno alla cattedrale di Comacchio, promossi dal Comune di Comacchio e realizzati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna. Questa in sintesi la scheda dell'esposizione archeologica  “L’Isola del Vescovo”, al via nelle sale dell’Antico Ospedale degli Infermi di Comacchio a partire dal 27 marzo 2009.
La mostra è un’occasione per conoscere l’origine, lo sviluppo e le trasformazioni della città di Comacchio a partire dal VI secolo dopo Cristo fino ai nostri giorni.
Si potrà ripercorrere una storia lunga più di 1500 anni, dai primi abitati in legno e dalle strutture produttive di una ricca officina artigianale per la trasformazione del ferro, fino all’impianto della prima chiesa episcopale altomedievale.
Lo scavo e la mostra documentano la storia dell’epicoscopio, della cattedrale e degli edifici dell’isola episcopale, dall’VIII secolo fino alle fasi pieno medievali e di età moderna, cioè da quando Comacchio è al centro di una ricca rete di traffici commerciali che collegano il Mediterraneo e l’Adriatico all’Italia continentale e al nord Europa, fino all’età estense e contemporanea.
Le indagini archeologiche hanno documentato una importante serie di cimiteri. L’esposizione permette di conoscere da vicino la storia che queste sepolture ci raccontano: dai rituali legati alle pratiche funerarie fino alle caratteristiche antropologiche e fisiche degli antichi abitanti.
L’età moderna è attestata da splendidi rosari e oggetti di devozione religiosa ritrovati nelle inumazioni.
La mostra, con molti allestimenti e disegni ricostruttivi, ospita ceramiche, metalli e vetri dallo scavo. Molto significativi sono gli inediti frammenti architettonici relativi alla prima chiesa episcopale.
Lo scavo di Piazza XX Settembre raccontato dalla mostra, è stato promosso dal Sindaco Maria Cristina Cicognani e dall’Amministrazione Comunale di Comacchio. In particolare è stato sostenuto dall’Assesorato ai Lavori Pubblici (Assessore Walter Cavalieri Foschini) e dal Settore Lavori Pubblici, Partecipazioni e Tutela Ambientale (Ing. Mauro Monti, Dott. Maurizio Pajola). Le attività archeologiche si sono potute effettuare in occasione del progetto di “Recupero conservativo della pavimentazione di Piazza XX Settembre”.
Nel 2006 il comune ha affidato all’Università Ca’ Foscari di Venezia il compito di condurre una Ricerca Archeologica di tipo preventivo. Si era percepita, infatti, la necessità di sfruttare archeologicamente l'importante e irripetibile occasione posta dal futuro cantiere per conoscere l’entità dei depositi archeologici sepolti, prima che questi venissero coperti da una nuova e definitiva pavimentazione. Lo scavo è stato co-diretto dal prof. Sauro Gelichi dell’Università di Venezia e dal dott. Luigi Malnati, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.
Topograficamente, l’area di Piazza XX Settembre è stata di eccezionale rilevanza per le indagini in un nodo nevralgico della città altomedievale. L’opportunità di scavare sotto l’attuale sagrato ha consentito di aprire un’amplissima finestra stratigrafica e, allo stesso tempo, si sono così aperte numerose linee di ricerca, quali: la nascita dell’episcopio in età altomedievale; la definizione dei caratteri della cultura materiale di una comunità lagunare aperta ai traffici tra oriente e occidente; lo studio dei caratteri architettonici dell’edilizia religiosa; lo studio dei contesti cimiteriali e delle pratiche funerarie; l’analisi delle trasformazioni urbane di età medievale e moderna.

La fabbrica dell'Ospedale ebbe origine da un atto emanato da Clemente XIV il 20 febbraio 1771 con cui si ordinava, a sollievo della popolazione di Comacchio, l'erezione di un ospedale per gli infermi poveri di entrambi i sessi. La Municipalità deliberò la costruzione del nosocomio sotto il pontificato di Pio VI, il 10 settembre 1777, e il progetto fu affidato al ferrarese Antonio Foschini. Trattandosi di un'impresa dai costi elevatissimi, oltretutto a carico della comunità comacchiese, la costruzione si protrasse nel tempo e visse numerose traversie, non ultima la sostituzione, nel 1780, del Foschini con  Gaetano Genta alla progettazione e direzione dei lavori.
La fabbrica venne completata nel 1784 ma per attivare la struttura fu necessario attendere un decreto di Eugenio Napoleone datato 15 maggio 1811. Inaugurato nel 1814, ha concluso la propria attività nel 1976.
L'edificio è di impianto grandioso, concepito per conferire maggior prestigio alla città ed emergere dalla massa di case basse e modeste, facendo quasi da contrappunto alla mole del Duomo.
Comacchio, Ospedale degli InfermiLa facciata del Foschini è composta da tre corpi verticali di cui quello centrale, più ampio, è un tempio classico tetrastilo, con colonne ioniche e frontone decorato con un semplice oculo al centro. I corpi laterali sono incorniciati da paraste di ordine ionico mentre ai lati del frontone triangolare sono posti due potenti campanili ad edicola. Sul lato sinistro della facciata si trova la Chiesa di San Pietro, o chiesa dell'ospedale, tuttora officiata.
L'aggraziata facciata neoclassica sul retro è invece di Gaetano Genta.
All'interno, il bellissimo atrio con scalone è opera del Foschini come tutto il corpo principale; Genta firma quasi unicamente la casa del medico che costituisce la parte sul retro dell'edificio. Al piano terra vi sono bassi saloni di servizio e deposito con solaio in legno, una cisterna e due locali coperti con volte in muratura e adibiti a cucina e legnaia mentre al piano nobile vi sono due ampie e alte sale per i degenti, una per le donne ed una per gli uomini, invase dalla luce e dall'aria di grandi finestre, e altre stanze di pertinenza. Piccoli locali sono invece ritagliati nella zona dei mezzanini e delle soffitte.
Il restauro, a cura del Comune di Comacchio in collaborazione con la Soprintendenza per i beni Ambientali e Architettonici e la Regione Emilia-Romagna, ha restituito l'aspetto sobrio e luminoso dell'interno. L’intervento è costato 10 miliardi delle vecchie lire e costituisce un passo avanti verso quel Museo delle Genti del Delta cui mira Comacchio. La ristrutturazione di tipo conservativo, con cambio d’uso, ha richiesto un complesso adattamento dell’impiantistica (dall’illuminazione alla climatizzazione all’antincendio). Importante è stato il riuso dei materiali originali: durante i lavori si sono riscoperte e quindi riproposte le colorazioni del tempo, come gli azzurrini tipici del ‘700 e il bianco dello scalone con volte azzurro-grigio

 

Promosso da:

Comune di Comacchio, Assessorato alla Cultura, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e Università Ca' Foscari di Venezia, Cattedra di Archeologia Medievale con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Ferrara Terre e Acque e Provincia di Ferrara.

Quando: da venerdì 27 marzo a domenica 28 giugno 2009
Orari: dal martedì al sabato dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:30
domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Dal 1 giugno 2009, dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Giorno di chiusura: lunedì
Costo biglietto: € 2,00
Prenotazione: Museo del Carico della Nave Romana Tel 0533.311316 Fax 0533 312368
fortunamaris@comune.comacchio.fe.it
Città: Comacchio
Luogo: Settecentesco Ospedale degli Infermi (biglietteria al Museo del Carico della Nave Romana)
Indirizzo: Via Agatopisto n. 4
Provincia: Ferrara
Regione: Emilia-Romagna
Per informazioni: Museo del Carico della Nave Romana di Comacchio, Via della Pescheria n. 2 - tel. 0533.311316
fortunamaris@comune.comacchio.fe.it
IAT di Comacchio, Via Mazzini n. 4 - tel. 0533.314154
comacchio.iat@comune.comacchio.fe.it