La villa urbano rustica di età romana di Poggio di Montegibbio, nel modenese
III campagna di scavo

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Comunicato stampa

È stato riaperto lo scavo della villa di età romana individuata in località “il Poggio” a Montegibbio nell’estate del 2006. L’obiettivo di questa terza campagna di scavo, promossa dal Comune di Sassuolo e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia - Romagna, è di mettere in luce altri ambienti dell’insediamento romano, la cui vita copre un ampio arco cronologico compreso tra il I secolo a.C. ed il IV-V secolo. d.C.

La soglia che collegava le due stanze: si vedono chiaramente gli alloggiamenti dei cardini della porta (scavo 2008)
La soglia che collegava le due stanze: si vedono chiaramente gli alloggiamenti dei cardini della porta (scavo 2008)

“Una riapertura degli scavi – ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Stefano Cardillo – che va nel segno della continuità e di cui andiamo molto orgogliosi. Con il lavoro condotto quest’estate, infatti, potremo offrire ai tanti appassionati sassolesi, accorsi in centinaia lo scorso anno all’apertura, ma non solo, un nuovo scorcio, un nuovo ambiente di una villa che racchiude parte della storia di Sassuolo”.


Particolare del pavimento della camera da letto in opus signinum: nella parte alta la decorazione a fiore e, in quella bassa, la cornice a meandri e svastiche (scavo 2007)


Lo stesso ambiente in parte interessato dalla presenza di strutture murarie tardoantiche (scavo 2007)

Le campagne precedenti condotte nel corso del 2006 e del 2007 avevano fornito dati di eccezionale interesse storico ed archeologico, confluiti nella pubblicazione di un catalogo e nell’organizzazione di una mostra presso il palazzo Ducale di Sassuolo che ha riscosso molto interesse e visitata da numerose scolaresche. In particolare negli scavi dell’anno scorso si rinvenne una stanza con pavimento in cocciopesto decorato con tessere di mosaico (opus signinum). La villa fu distrutta da un terremoto nel corso del I sec. d.C.

  
Scavo 2008: a sinistra, una coppetta in ceramica a vernice nera; a destra, frammenti di lucerne

Questa nuova campagna di scavo, condotta sotto la direzione scientifica di Luigi Malnati e Donato Labate della Soprintendenza per i Beni Archeologici ed il coordinamento scientifico dell’archeologa Francesca Guandalini, vede la partecipazione per la prima volta di diversi studenti del Corso di Laura di Scienze dei Beni Culturali dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia.


Tre studentesse del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Alla campagna di quest'anno hanno partecipato una dozzina di studenti, alcuni dei quali hanno già scelto lo studio i materiali rinvenuti nello scavo archeologico come argomento della tesi di laurea

Gli scavi, appena ripresi, hanno già restituito un grande “falcetto” in ferro perfettamente conservato oltre a numerosi reperti tardoantichi pertinenti all’ultima fase di vita della villa.
A conclusione delle indagini archeologiche l’Amministrazione Comunale di Sassuolo organizzerà in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici una giornata di studio a cui seguirà una prima edizione scientifica dell’esito delle nuove scoperte.

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