Ferragosto con gli Etruschi di Marzabotto
Home - Comunicati stampa - 7 agosto 2017
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio BO-MO-RE-FE
21 aprile 2017

Martedì 15 agosto 2017 (Ferragosto) apertura straordinaria dalle 11 alle 18.30 del Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e dell’area archeologica di Marzabotto (BO)

Ferragosto con gli Etruschi di Marzabotto

Orari di apertura Museo e area archeologica 11-18.30
Ingresso € 3,00

Città di Kainua e Museo Nazionale Etrusco
Via Porrettana Sud n. 13
MARZABOTTO (BO)
info 051.932353

Grande Kore (foto di Iago Corazza)Anche quest’anno, il giorno di Ferragosto, cittadini e turisti potranno apprezzare i reperti e le vestigia del Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e dell’area archeologica di Marzabotto/Kainua regolarmente aperti dalle 11 alle 18.30

Un'occasione in più per conoscere una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca.
La straordinaria conservazione dell’impianto originale dell'antica città di Kainua consente un tuffo nel passato che coniuga al grande interesse scientifico una particolare suggestione ambientale. In nessun altro sito etrusco al mondo è possibile visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade che si incrociano ortogonalmente suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria -organizzatore del primo nucleo della collezione- si possono ammirare le testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., dai ricchi corredi delle necropoli alle ricostruzioni dei tetti e degli alzati delle case, dalle statuette votive in bronzo alla testa di Kouros, fino alle testimonianze recuperate a Sasso Marconi e nel territorio circostante.

I resti dell’antica Marzabotto/Kainua non cessano mai di stupire. Gli Etruschi avevano non solo progettato la città secondo un modello assunto direttamente dal mondo greco (seppur "mediato" dall'etrusca disciplina) ma alimentavano quotidianamente i legami culturali e commerciali con l’Ellade tramite il fiume Reno (che all'epoca sfociava nel ramo spinete del Po), il porto di Spina e l’Adriatico.
Di questa grecizzazione sono segno evidente sia la ceramica attica, la cui presenza nei corredi tombali conferma la completa acquisizione dell'ideologia del vino e del banchetto nell'Aldilà, sia gli splendidi reperti come la testa di kouros in marmo greco o la grande kore in bronzo che suggeriscono la possibilità di una produzione anche locale atteggiata fedelmente al mondo greco seppur tradotta in stilemi specificamente etruschi.
Risale ai primi anni del Duemila la scoperta nella parte bassa della città di un imponente tempio a pianta greca dedicato al dio Tinia, somma divinità degli Etruschi, corrispondente allo Zeus dei Greci. Questo tempio integra la sacra acropoli situata sull’altura -dove si trovano i resti di tre strutture templari, di due altari e della sede augurationis, cioè il punto da cui l’augure eseguiva i riti di fondazione della città- e il cosiddetto Santuario fontile, legato al culto delle acque e a riti di sanatio, situato al di fuori del perimetro urbano.

Maggiori informazioni sul sito www.archeobologna.beniculturali.it  o direttamente al museo 051.932353

Nella foto: La Grande Kore esposta nel Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto (foto Iago Corazza)