Gli scavi 2006 nel Podere Marabina in via Romea Vecchia a Ravenna, località Classe
Un rinvenimento eccezionale: finalmente trovate le mura di Classe
Home - Aree archeologiche - Area Archeologica di Classe - Cronologia scavi, rinvenimenti, restauri - Le mura di Classe
 
Un tratto delle mura portate in luceLa datazione, per ora, è incerta: potrebbero essere di epoca imperiale -forse della seconda metà del III secolo d.C.- e non della tarda antichità come si era supposto fino ad oggi. Quel che è certo è che dopo anni di ricerche sono stati finalmente trovati tratti della cinta difensiva dell'antico porto romano di Classe.
Le mura sono sempre un elemento fondamentale nella definizione di una città poiché delineano la forma urbis. Quelle di Classe intervengono su un tessuto insediativo preesistente, cioè su un'area già abitata. Quando e perchè siano state costruite è argomento sul quale, allo  stato attuale, gli archeologi preferiscono non sbilanciarsi in attesa dell'avanzamento delle ricerche.
La Storia sembra fornire uno spiraglio interpretativo legato alle vicende dell'Impero Romano a cui Classe appartenne. Già nel III secolo d.C. iniziarono ad avvertirsi i sintomi di una crisi politica e poi militare destinata ad accentuarsi nel tempo, fenomeno che nel 402 indusse Onorio a trasferire la corte imperiale da Milano a Ravenna, più sicura, come capitale, per la protezione che le offrivano le acque palustri e marine da cui era circondata. Si può supporre che proprio durante questo periodo di debolezza Classe abbia dovuto dotarsi di mura per difendersi dalle scorrerie dei barbari, ma siamo, appunto, nel campo delle ipotesi. La realtà archeologica è che sono stati portati in luce due tratti rettilinei di mura e un torrione circolare, e che nei secoli successivi le mura sono state asportate oltre una certa altezza, segno evidente che non servivano più e che il materiale prelevato è stato riutilizzato altrove.

La campagna di scavo avviata nell’ottobre 2006 nel Podere Marabina a Classe (RA) è stata interamente finanziata del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e rientra in un più ampio progetto volto ad approfondire la conoscenza della topografia della città e delle sue necropoli. Tale progetto è il risultato di un accordo fra la Fondazione RavennAntica e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, ed è diretto congiuntamente dal prof. Sandro De Maria (Università degli Studi di Bologna), dalla dott.sa Maria Grazia Maioli (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna), e dal prof. Jacopo Ortalli (Università degli Studi di Ferrara).
Le indagini si sono svolte su un’area di buona estensione, priva di costruzioni, nel Podere Marabina in via Romea Vecchia: l’area è stata scelta perché, negli anni ’60, era stata luogo di importanti rinvenimenti relativi alle necropoli, con mausolei circolari e sarcofagi. Sempre in quegli anni, alcuni sondaggi penetrometrici eseguiti in questo terreno avevano localizzato tratti della cinta muraria della città, che però non erano stati messi in luce.
Gli obiettivi della nuova campagna di scavo erano dunque molteplici. Localizzare esattamente nella topografia antica le emergenze già venute alla luce, come ad esempio i mausolei; effettuare sondaggi conoscitivi sulla cinta muraria, in modo da poterne esaminare la struttura e localizzarla esattamente; indagare eventuali altre strutture, localizzate con una indagine effettuata con la tecnica del georadar; esplorare almeno in parte la necropoli monumentale che insiste nell’area; raccogliere informazioni idonee per progettare un futuro intervento di più ampio respiro.

La campagna di scavo ha comportato l’apertura di una serie di trincee esplorative e la realizzazione di alcuni sondaggi finalizzati all’esplorazione della cinta muraria, messa in luce in due saggi di scavo che ci hanno permesso di conoscerne l’andamento. Questi, in sintesi, i primi dati:
- Le mura di Classe sono in laterizio, cioè in mattoni di buona fattura, e presentano una larghezza di m. 3,20 con un ottimo paramento esterno. Non è al momento possibile proporre una datazione esatta.
- Il settore murario intercettato presenta un perfetto orientamento nord-sud, anche se doveva poi piegare verso ovest per collegarsi alle strutture di difesa del porto romano, localizzate fra le vie Marabina, via del Muro Lungo ed il letto dei Fiumi Uniti.
- Nel maggiore dei saggi, le mura sono collegate ad una struttura circolare di grandi dimensioni, sempre in laterizio, da identificarsi presumibilmente con un torrione. La struttura ha un diametro attorno ai 10-11 metri -non ancora controllabile con esattezza- e sebbene sia realizzata nello stesso materiale delle mura (laterizio) presenta una tecnica leggermente diversa. La muratura esterna è demolita fino alle fondazioni, tanto che la struttura interna emerge come un elemento isolato; date le dimensioni del saggio, la cui parete sembra tagliare esattamente a metà la struttura, non possiamo per ora definire la funzione del probabile torrione.


Il tratto di mura nel saggio maggiore: notate la struttura circolare in laterizio, forse un torrione

- In questo punto le mura tagliano un edificio precedente, presumibilmente un’abitazione, con pavimenti in cocciopesto e almeno due fasi di edificazione. Questo nuovo edificio, che al momento non possiamo datare con certezza e che sorge in una zona che finora sembrava occupata esclusivamente da necropoli, sembra allargare notevolmente lo spazio edificato attribuito alla città.
- All’interno della cinta muraria, e quindi nella città, sono stati messi in luce un condotto fognario in laterizio e una piccola parte di un’altra probabile abitazione. Il condotto fognario sembra seguire l’andamento delle mura e potrebbe costituire il drenaggio di una strada interna; della possibile abitazione per il momento si può vedere esclusivamente parte di un muro e di un pavimento in cocciopesto.

Allo stato attuale, e pur considerando tutti i problemi di datazione che rimangono aperti, avere localizzato e soprattutto poter vedere per la prima volta in modo così evidente le mura di Classe rappresenta un evento di enorme importanza. Dopo aver effettuato i necessari rilievi, attualmente stiamo chiudendo i sondaggi per restituire alla proprietà questo settore di terreno; nelle prossime settimane proseguiremo le indagini nell’area della necropoli, anche per individuare eventuali percorsi stradali. I nuovi dati permetteranno di progettare ulteriori campagne di scavo finalizzate all’analisi delle singole strutture, in modo anche da studiarne una possibile musealizzazione nell’ambito del futuro Parco Archeologico.

A fianco di questa ricerca, proseguono anche le indagini di una conduttura posta a 5 metri di profondità dal piano di campagna, curate dal Gruppo Ravennate Archeologico sotto la direzione scientifica della nostra archeologa Maria Grazia Maioli. Le indagini, iniziate del 1987, hanno individuato un condotto sotterraneo, lungo 388 metri e con 14 pozzetti d’ispezione, costruito con mattoni perfettamente connessi fra loro e formanti una volta alta m. 1,60 e larga cm. 60-70 che poggia su una risega costante e che presenta ad ogni pozzetto pedarole per l’ispezione e la pulizia del condotto. Nell’ultimo tratto indagato la copertura di questa struttura si trasforma in “cappuccina” per poi riprendere l’andamento precedente fino al pozzetto 10 Sud (anomalo perchè l’unico a non avere pavimentazione sul fondo ma un elemento di drenaggio con un’ulteriore profondità di cm. 60 che termina su una base di ghiaia) che è il punto oltre il quale non esiste più alcun tipo di manufatto.
Il condotto -finora indagato, svuotato da copiosa sabbia, macerie e interessanti manufatti già catalogati, e dove sono stati rinvenuti anche segnacoli di tombe e alcune stele di notevole importanza, tra cui quella del “classiario”- si estende dal Podere Minghetti a sud -nel quale, come detto, sembra finire, con un andamento di leggero declivio (circa il 10% verso Nord)- al Podere Minguzzi a nord: qui i sub hanno dovuto interrompere la loro ricerca, bloccati da una struttura muraria di mattoni a secco e macerie, assolutamente anomala nel contesto.
Riteniamo di assoluta necessità individuare l’eventuale prosecuzione del condotto oltre tale struttura perchè ciò permetterebbe di definirne esattamente funzione e utilizzo.